I Quaderni del Cloud: Cloud Computing e la PA


Il Cloud computing introduce un nuovo modo di fare informatica per le pubbliche amministrazioni, che nel tempo porterà a maggiori efficienze e darà l’opportunità di affrontare sfide ormai decennali nella cooperazione applicativa, nel riuso del software e nella informatizzazione dei piccoli enti.
Con queste innovazioni, la PA può concentrarsi a fare più PA e meno gestione tecnologica.

La nuova PA

La Pubblica Amministrazione, in Italia e all’estero, sta attraversando una trasformazione profonda. La sensibilità dei cittadini verso uno Stato completamente trasparente, proiettato a fornire servizi di qualità a cittadini e imprese, efficiente internamente, è aumentata. Il desiderio di una partecipazione ancora più incisiva, ancorché agile e semplice  nelle sue forme, alla vita pubblica da parte dei cittadini è oggi più vivo che mai. L’esigenza di implementare le autonomie locali, dando piena forma al federalismo, ha assunto in questi anni una posizione prioritaria nell’agenda politica del Paese. Allo stesso modo, è forte l’interesse di tutti per una società che ponga fra le priorità assolute i servizi sociali, a partire da sanità, giustizia, sostenibilità ambientale e sociale, sviluppo del territorio. La nuova PA ha quindi grandi sfide davanti a sé: per essere in grado di abilitare il Paese a uno sviluppo solido e sostenibile, pur mantenendo un controllo assoluto dei costi.

Affrontare le sfide e innovare realmente

Il nostro Paese ha più di un decennio di impegno nello sviluppo dell’innovazione nel settore pubblico. Nonostante questi sforzi, il cammino davanti a noi appare ancora lungo e segnato da ostacoli, e ci sono ancora sfide da superare nell’estendere i progetti di cooperazione fra le amministrazioni, nell’accelerare l’informatizzazione delle piccole amministrazioni locali, nell’incrementare il riuso del software all’interno della PA. Le pubbliche amministrazioni spendono ancora centinaia di milioni di euro in sistemi legacy tradizionali e tecnologicamente superati. In Italia esistono tuttora centinaia di datacenter della Pubblica Amministrazione centrale e locale, che presentano problemi gestionali e di costo. A tutto questo il Cloud computing è in grado di dare una risposta solida e semplice che, accompagnata con i giusti processi organizzativi e volontà realizzativa, può far fare alla Pubblica Amministrazione italiana il salto di qualità da molti auspicato.

L’occasione è giusta

Il dibattito sul Cloud computing in corso ha un grande merito: quello di provocare una grande discussione sullo stato attuale dell’informatica nella PA e invitare a una riflessione e a un ripensamento delle architetture, dei sistemi e delle soluzioni. Interrogandosi sulle opportunità offerte dalle cloud, molte amministrazioni stanno ridisegnando le loro strategie IT. È questo quindi un buon momento per fare un censimento completo dei sistemi e delle applicazioni esistenti in ciascuna amministrazione, ripensare ai bisogni reali e ai gap esistenti, portare disciplina nelle scelte, diminuire i costi e dare efficienza alle strutture. Dati alla mano, occorre ripensare la strategia globale in ottica cloud. L’opportunità a medio termine dopo questa razionalizzazione sarà quella di liberare risorse dalla gestione dei sistemi e dedicarle alla realizzazione di servizi nuovi per l’amministrazione, I cittadini e le imprese.

 

Pari opportunità per le piccole amministrazioni

Le proprietà fondamentali del Cloud computing prevedono l’accesso da parte delle amministrazioni di servizi informatici in maniera dinamica (ossia con accesso e rilascio in ogni momento e in maniera semplice e veloce), elastica (con espansione o rilascio istantaneo delle risorse qualora ce ne fosse bisogno), self-service (senza costosi interventi esterni). Le amministrazioni più piccole hanno benefici immediati: sono in grado di realizzare nuovi servizi senza preoccuparsi di espandere le proprie risorse interne, e di farlo con una rapidità senza precedenti. Le piccole amministrazioni avranno quindi nuove opportunità e le più creative e virtuose saranno in grado di introdurre servizi che potranno competere con quelli dei centri più grandi. I sistemi nei datacenter delle cloud sono sempre aggiornati con hardware moderno e col software più recente. Le piccole amministrazioni potranno godere quindi di servizi avanzati, efficienti e sempre attivi.

 

Riuso reso facile

Il riuso è uno dei termini forse più abusati nella storia dell’innovazione della PA nel nostro Paese. Riuso vuol dire la possibilità per certe pubbliche amministrazioni di riutilizzare software sviluppato per altre pubbliche amministrazioni, senza lo sforzo di ridisegnarlo e realizzarlo nuovamente.

Negli anni, alle buone intenzioni non è seguita una pratica di successo per motivi diversi: dalla scarsa documentazione alla scarsa adattabilità del software, dalle differenze nelle architetture dei sistemi, alla scarsa portabilità del software da un sistema all’altro, per non parlare delle difficoltà organizzative. Mentre alcuni dei problemi organizzativi e tecnici del riuso non potranno essere risolti semplicemente passando a un’architettura cloud, molti altri problemi troveranno soluzione con questa transizione. Un’applicazione su cloud è infatti per definizione disponibile a tutti quanti sono connessi in rete. Essendo eseguita su un datacenter esterno, non avrà problemi di “portabilità”, e avendo interfacce e modalità standard sarà molto più semplice usarla. Inoltre, nelle cloud può essere abilitata la modalità multi-tenancy, che consente a un’applicazione di essere usata da più amministrazioni nello stesso momento, con risparmio di risorse per tutte. Con la dovuta prudenza, possiamo dire che con il Cloud computing potremo finalmente vedere il riuso divenire realtà.

 

Una PA che “fa la PA”

imageQuesto è un momento di grandi opportunità per la pubblica amministrazione: opportunità di contribuire allo sviluppo del Paese realizzando un modo di governare aperto, trasparente, collaborativo. Il Cloud computing è uno strumento fondamentale per realizzare questo sogno. In questo modo, la PA potrà dedicarsi a “fare la PA” senza doversi orientare fra le complessità dello sviluppo tecnologico. In questo modo potranno veder forma servizi più avanzati a beneficio di cittadini, pazienti, turisti, scuole, imprese, associazioni, comunità. Rendendo i dati pubblici disponibili attraverso le cloud (con politiche di Open Data) si potranno creare applicazioni di impatto per I cittadini. Le applicazioni di telemedicina saranno dispiegate con maggiore facilità. Corsi online professionali potranno coadiuvare l’istruzione e il life-long-learning. La partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, con poll, forum e altre modalità di interazione, sarà resa più efficace. Le promesse del Cloud computing non saranno ottenute senza impegno. La trasformazione dall’oggi al domani non è indolore. Essa non sarà istantanea, ma piuttosto il risultato di un cammino, di una roadmap che dovrà essere delineata sia dall’industria IT, che sarà chiamata a fornire i servizi con la semplicità, solidità e completezza richiesta, sia dalle pubbliche amministrazioni, che dovranno attrezzarsi per comprendere appieno il nuovo fenomeno e gestire la trasformazione.

 

Carlo Iantorno

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