Guest post: Integrazione tra SharePoint 2010 e Windows Azure


Questo è un post della serie “Guest post” che ospita autori esterni al team di MSDN Italia.

Questo post è stato scritto da Giuseppe Marchi, MVP su SharePoint e di cui potete leggere articoli oltre che dal suo blog anche sulla SharePointCommunity.it.

Il filone di pensiero “cloud-oriented” si sta progressivamente imponendo sul mercato, con la nascita di servizi, nuove tecnologie ed infrastrutture oltre a tantissime piccole/grandi aziende che si immettono sul mercato per presentare ognuna le proprie offerte di calcolo distribuito.
In tutto ciò, sapete bene che anche Microsoft si è mossa proponendo Windows Azure, come il sistema operativo per l'ambiente cloud che consente di aumentare o ridurre le risorse per le applicazioni in base alle esigenze aziendali. In realtà, Windows Azure è una vera e propria piattaforma che comprende servizi di storage, computazione, caching, autenticazione e tanto altro.

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Dal suo lato invece, SharePoint 2010 è la nuova versione della piattaforma di collaborazione che attualmente viene utilizzata in piccole e grandi realtà e che offre tantissime funzionalità per l’azienda a partire dalla gestione documentale, fino ad arrivare alla gestione dei processi, integrazione tra piattaforme, social networking, collaborazione tra risorse, content management, oltre ad essere una solida piattaforma di sviluppo per applicazioni web ed intranet.

Con la continua crescita di interesse riguardo il cloud computing, possiamo pensare di sfruttare al massimo questi due prodotti ed integrarli in modo da fornire ai nostri utenti un ambiente collaborativo on-premise, che possa però avvalersi della potenza di calcolo distribuita di un database posto sul cloud, di servizi o di vere e proprie applicazioni distribuite. Questo a fronte anche di un’integrazione con servizi e archivi di terze parti o di eventuali nostri clienti che hanno già scelto la piattaforma Windows Azure come la propria piattaforma di calcolo distribuito.

Integrare i due prodotti è facile. Facile perchè entrambi offrono funzionalità che possono essere distribuite e consumate oppure che contemplano l’integrazione di informazioni provenienti da sistemi esterni.
In questo senso, uno SharePoint developer può sviluppare delle web part che richiamano servizi offerti da Windows Azure, così come può consumare gli stessi servizi e fornire una rich interface tramite un’applicazione Silverlight o attraverso il servizio di Business Connectivity Services (BCS) di SharePoint 2010.
I BCS, in questa integrazione, giocano sicuramente un ruolo importante. Oltre al recupero di informazioni esposte da servizi Azure “as-is”, ci danno anche la possibilità di gestire dati archiviati all’interno di SQL Azure oppure dati presenti nelle strutture “on-premise” integrati a quelli salvati sul cloud, il tutto attraverso le nuove interfacce grafiche di SharePoint 2010 o, addirittura, direttamente all’interno del vostro client di posta o di uno dei programmi del pacchetto Office 2010. Pensare di poter archiviare dei contatti e condividerli, per esempio, in un ambiente di archiviazione distribuito (come può essere SQL Azure) e poterli poi utilizzare all’interno del proprio Outlook, è sicuramente una cosa fantastica.
Inoltre, data la grande estensibilità di SharePoint 2010, possiamo pensare di integrare questi dati all’interno dashboard, utilizzando i servizi Enterprise del prodotto di collaborazione Microsoft, così da poter costruire delle complesse applicazioni di Business Intelligence, basandoci su dati e potenza di calcolo distribuite.
Allo stesso modo, l’infrastruttura a livelli di SharePoint 2010 e la nuova modalità di autenticazione basata sul concetto di “Claim”, ci permette di estendere il meccanismo con cui un utente può accedere al portale intranet in modo da poter autenticare sia utenti facenti parte della intranet locale, che utenti archiviati sul cloud. Così facendo si può pensare di federare e condividere contenuti con profili di terze parti, potendone poi gestire le autorizzazioni sui vari contenuti, proprio come abbiamo sempre fatto con i profili locali.

Inoltre, questa integrazione risulta veramente importante se pensiamo ad Office 365 e SharePoint online. La maggior parte degli esempi che abbiamo fatto fin’ora, attraverso la novità delle sandbox solutions, potranno essere migrati ed applicati anche alla versione di SharePoint disponibile sul cloud, così da poter usufruire delle stesse potenzialità sia “on-premise” che sulla piattaforma distribuita.

In questo schema, vedete le possibilità di integrazione che abbiamo appena descritto e le altre possibili.

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Se volete qualche esempio pratico, vi rimando al sito di SharePointCommunity.it (la community italiana di sviluppatori e professionisti IT che lavorano con SharePoint) dove potete trovare articoli introduttivi riguardo lo sviluppo su SharePoint 2010 e una mini-serie di articoli legati proprio all’integrazione con Windows Azure:

· Integrazione tra SQL Azure e SharePoint 2010 – parte 1

· Integrazione tra SQL Azure e SharePoint 2010 – parte 2 (a breve on-line)

· Integrazione tra SQL Azure e SharePoint 2010 – parte 3 (a breve on-line)

Inoltre, il 7 marzo 2011, presso la sede Microsoft a Milano (Segrate), potete farvi un’idea generale su Windows Azure e l’integrazione con SharePoint 2010 partecipando all’evento gratuito organizzato da DotNetLombardia. Trovate l’agenda dell’evento e la pagina di iscrizione a questo indirizzo:
http://azureday01.dotnetlombardia.org/

Se invece, volete approfondire nel dettaglio questo ed altri temi legati a SharePoint 2010, Office 365, SharePoint Online e tanto altro, vi consiglio di partecipare alle Microsoft Technical Conferences, l’evento dell’anno per quanto riguarda la tecnologie Microsoft che si terrà dal 19 al 21 Aprile 2011 a Milano (Assago), così da avere una corretta panoramica dell’offerta tecnica di Microsoft per quanto riguarda la collaborazione, il calcolo distribuito e tanto altro.
Trovate tutte le informazioni a riguardo, visitando il sito:
http://www.mstechnicalconferences.it/

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